I tatuaggi sono diventati una parte integrante dell’immagine dei calciatori: non solo decorazione estetica, ma messaggio, identità, ricordo di vittorie, amore per la famiglia, fede, orgoglio personale. In questo articolo racconteremo le scelte e il significato dei tatuaggi che portano sulla pelle alcuni calciatori (o ex), soffermandoci sui particolari, i simboli o la descrivendone le peculiarità, per capire quali sono i più belli non solo dal punto di vista visivo, ma anche significativo.
Federico Valverde: “Paris 22” e “London 24” per ricordare i successi
Il centrocampista uruguaiano del Real Madrid, Federico Valverde, ha tatuaggi significativi sulle gambe che celebrano le sue vittorie in Champions League: “Paris 22” e “London 24”. Questi tatuaggi non sono solamente decorativi, ma testimonianze indelebili del suo percorso da protagonista. Chissà che il centrocampista non riesca ad aggiungere ai due anche “Budapest 26”, dato che il Real Madrid è come sempre una delle grandi favorite per la vittoria della competizione, come dimostrano le quote sulla vincente della Champions League 2026, la cui finale si terrà il 30 maggio 2026 nella capitale ungherese alla Puskas Arena.
Sergio Ramos: la carriera impressa sulle dita e non solo
Sergio Ramos, che rientra tra i marcatori più anziani della Champions, è celebre non solo per il carisma in campo, ma per i numerosissimi tatuaggi che raccontano la sua vita calcistica e personale. Sulle nocche della mano sinistra ha inciso numeri che lo legano al suo passato: il 32 e il 35 riportano ai primi numeri di maglia al Siviglia, il 19 è il numero con cui ha fatto il suo esordio in nazionale, e il 90+ ricorda il minuto del suo leggendario gol del pareggio nella Finale di Champions League a Lisbona (La Décima).In altre parti del corpo si è inciso anche immagini di grande portata emotiva, come croci, dediche, stelle. In questo caso il tatuaggio non è solo decorazione fine a se stessa, ma un vero diario sulla pelle.
Arturo Vidal: una schiena che parla
Il centrocampista cileno Arturo Vidal ha uno dei tatuaggi più audaci in circolazione: la schiena completamente tatuata con una moltitudine di elementi dal forte valore simbolico. Tra i motivi ci sono i nomi dei figli (Alonso ed Elisabetta), tribali, rose, una grande croce, stelle con iniziali, scritte che richiamano la famiglia, la religione, la sua identità.Vidal ha anche detto che considera ogni nuova conquista, ogni vittoria importante, un possibile motivo per aggiungere un nuovo tatuaggio in quella parte del corpo.
Mauro Icardi:leoni, famiglia e fede
Mauro Icardi è uno di quelli che fanno dei tatuaggi una parte importante della propria estetica pubblica. Tra i suoi tattoo più famosi c’è quello sul petto, che raffigura una famiglia di leoni, con i nomi delle sue figlie, Francesca e Isabella. È un mix di animale potente (il leone), fedeltà familiare ed è un’immagine forte e dall’alto valore simbolico. Chi sceglie il tatuaggio della famiglia infatti ha il desiderio di condividere i legami più importanti della vita e consolidare l’idea dell’amore incondizionato. Icardi, in vari punti del corpo ha inoltre anche aggiunto dediche affettive, orari/dati di nascita, volti e riferimenti religiosi. Ha insomma unito grandi sentimenti al valore estetico.
Zlatan Ibrahimović: l’arte drammatica e simbolica
Zlatan è un altro calciatore che non bada a mezze misure. Il suo corpo è una “tela” per grandi disegni: figure mitologiche, animali, elementi religiosi o spirituali. Uno dei tatuaggi più impressionanti è un leone sulla schiena, con dettagli (piume, simboli) che richiamano protezione, forza, lotta e spiritualità. In questo caso lo stile dei suoi tatuaggi riflette il suo modo di mostrarsi al mondo e di esprimersi: grandioso, teatrale, potente. Ibra vuole raccontare anche con i tatuaggi la sua vita in maniera leggendaria.




